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Cacciaguida
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mwawCacciaguida degli Elisei (Firenze, 1091cite-ref-0-1-0[1] – Palestina, 1148 circa) è stato un cavaliere medievale italiano, trisavolo di Dante Alighieri.
Contents
• Note
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Biografia
Non sappiamo molto su di lui; le uniche fonti dirette che ne attestano l'esistenza sono due documenti del mwfa1189 e del mwfq1201cite-ref-0-1-1[1], le altre notizie ci sono state tramandate dal suo discendente mwggDante Alighieri in forma indiretta nella descrizione del loro incontro nel mwgwmwhaParadiso. Cacciaguida fu il capostipite della casata degli mwhqElisei mwhgAlighieri, i quali però presero il nome dalla moglie di lui, una donna della «Val di Pado»cite-ref-2[2], che mwiwBoccaccio e altri commentatori antichi vogliono di mwjaFerraracite-ref-0-1-2[1]cite-ref-3[3]. Dante menziona che l'antenato ebbe due fratelli, Moronto ed Eliseocite-ref-4[4]. Investito mwmqcavaliere da mwmgCorrado III di Svevia, Cacciaguida lo seguì nella mwmwseconda crociata (mwna1147-mwnq1149), durante la quale trovò la mortecite-ref-5[5]. Riguardo alla data di nascita e di morte, sono stati versati fiumi d'inchiostro. Dante fornisce al lettore una mwogperifrasi astronomica assai complessa:
«
Da quel dì che fu detto ’Ave’
al parto in che mia madre, ch’è or santa,
s’allevïò di me ond’ era grave,
al suo Leon cinquecento cinquanta
e trenta fiate venne questo foco
a rinfiammarsi sotto la sua pianta.
»
(Paradiso, XVI, vv. 34-39)
La data di nascita oggi unanimemente riconosciuta da parte della critica letteraria è quella del mwra1091, determinata sulla base di precisi calcoli scientifici da parte di mwrqGuido Horn D'Arturo dopo secoli di dibattitocite-ref-0-1-3[1]. Per quanto riguarda la data di morte, il perno del dibattito si concentrò sulla figura dell'imperatore Corrado: mwsgPietro Alighieri lo confuse con mwswCorrado II il Salico, mentre altri commentatori pensarono ad una confusione di Dante, in quanto Corrado III non scese mai in mwtaItalia come mwtqimperatore. Contro quest'ipotesi, però, coloro che sono favorevoli a vedere ne «lo 'mperador Currado» Corrado III, affermano che costui scese in Italia nella sua lotta per l'incoronazione contro mwtgLotario II di Supplimburgo, e che nulla vieta l'ipotesi storica di una partecipazione di Cacciaguida alla seconda crociatacite-ref-0-1-4[1], dove trovò la morte, forse, durante la ritirata dell'esercito cristianocite-ref-1-6-0[6]. Pertanto, la critica è unanime nel ritenere quel vago mwvwCorrado lo zio di mwwaFederico Barbarossacite-ref-1-6-1[6].
Cacciaguida nel Paradiso
Il ruolo di Cacciaguida
Dante incontra l'avo durante il suo viaggio nel Paradiso, attraversando il cielo di mwzgMarte, che ospita le anime dei combattenti per la fedecite-ref-1-6-2[6]. La cronaca dell'incontro occupa ben tre canti (dal XV al XVII) della terza cantica della mwawmwbaDivina Commedia. I tre canti sono anche importanti dal punto di vista politico perché ci forniscono numerose informazioni sul nobilissimo e potente casato degli mwbqElisei mwbgAlighieri e sulla mwbwFirenze del mwcaXII secolo, ma lo sono ancor di più per la funzione morale che Cacciaguida riveste. Infatti, il mwcqcrociato si fa portavocecite-ref-7[7] dello sdegno provato da Dante nei confronti della corruzione in cui è caduta mwdgFirenze, rievocando la purezza dei costumi antichi. Ancor di più, però, Cacciaguida è colui che svela a Dante le altre mwdwmweaprofezie post-eventum rivelategli nel corso del viaggio ultraterreno, chiarendogli il futuro esilio e infine spingendo il trisnipote a rivelare ciò che ha visto nei tre regni, sfidando così gli odi di coloro i quali sono congiunti dei dannati visti da Dante. Insomma, nell'episodio di Cacciaguida:
«E in quei canti si condensa quasi l'espressione più significativa del contenuto poetico e religioso del poema, con quella sua fusione di autobiografia e di contingente episodico, e di istanze e di aspettative universali...che si proietta verso l'avvenire»
(Raffaello Morghen, Dante profeta: tra la storia e l'eterno, p. 40)
Il Canto XV
Nel mwfacanto XV, Cacciaguida racconta a Dante come era la Firenze dei suoi tempi, ancora compresa nella quarta cinta di mura, risalente all'epoca di mwfqCarlo Magno e rinforzata nei secoli successivicite-ref-8[8]cite-ref-9[9]. La piccola Firenze di quei tempi viene descritta come una cittadina "sobria e pudica"cite-ref-10[10], così diversa da quella dell'epoca di Dante. Allora, racconta Cacciaguida, le donne non andavano a spasso con vestiti costosi e gioielli; la nascita di una figlia non era vista con paura per la futura ricca dote; le case erano modeste e l'aspetto esteriore di Firenze non era ancora fastoso; non erano diffusi comportamenti sessuali censurabili; i nobili vestivano sobriamente e non si vergognavano di esercitare professioni umili; infine, le famiglie non affrontavano odissee migratorie solo per esercitare il commercio.
Il Canto XVI
Nel mwjacanto XVI, Cacciaguida risponde ad alcune domande che Dante gli pone sulla Firenze passata: dalle risposte il lettore viene a sapere che allora la città aveva un quinto degli abitanti rispetto all'inizio del mwjqXIV secolocite-ref-11[11], che non aveva ancora visto l'immigrazione di famiglie del contado, spesso portatrici di delinquenza, e che il confine della città era allora al mwkgGalluzzo e a mwkwTrespianocite-ref-12[12]. Cacciaguida dice che l'mwmaimmigrazione di gente nuova, favorita dalla mwmqChiesa, è causa delle discordie attuali, che porteranno alla rovina della città e conclude elencando alcune celebri famiglie fiorentine potenti allora ma decadute al tempo del nipote. La critica dantesca verso il degrado materialista in cui è caduta la Firenze degli inizi del mwmgXIV secolo è un'accusa, implicita, nei confronti di quelle famiglie di mwmwmercanti e mwnaparvenu che imbrattarono i valori su cui si fondava l'antica nobiltàcite-ref-13[13], ribadendo implicitamente anche che la nobiltà non è soltanto nel blasone, ma anche nel codice etico e di condotta morale. Il canto termina col racconto del celebre scontro tra mwoqAmidei e Buondelmonti del mwog1215, che diede origine alle lotte tra mwowguelfi e ghibellinicite-ref-14[14].
Il Canto XVII
Nel mwqgcanto XVII, Cacciaguida predice a Dante gli eventi della sua vita futura, ossia l'esilio da Firenze e la sua vita raminga e solitariacite-ref-15[15]. Inoltre rivela la missione di Dante una volta tornato nel mondo: per bocca di Cacciaguida infatti Dio investe Dante del compito di rivelare la sua volontà all'umanità per salvarla, e lo istituisce nella missione di poeta-mwrwprofetacite-ref-16[16].
Note
cite-note-22. ↑ mwxwmwyaPdmwyq, XV v. 127: «mia donna venne a me di Val di Pado»
cite-note-44. ↑ mw1gmw1wPd mw2aXV, v. 136: «Moronto fu mio frate ed Eliseo»
cite-note-55. ↑ mw3amw3qPd mw3gXV, vv. 145-146: «Quivi fu' io da quella gente turpa / disviluppato dal mondo fallace...»
cite-note-1-66. ↑ mw5gmw5wmw6aCacciaguida, su mw6qdanteonline.it, Danteonline. mw6gURL consultato il 27 maggio 2015.
cite-note-88. ↑ Le mura di origine romana, costruite nel mw9gIV secolo, proseguiranno ininterrottamente sotto il dominio bizantino prima, e carolingio poi. All'epoca di Dante, si stava realizzando una nuova cerchia di mura, che verrà portata a compimento nel mw9w1333 e che prenderanno il nome di mw-aArnolfo di Cambio.mw-qDeborah Macchiavelli, mw-gmw-wAlle porte co’ sassi: curiosità sulle mura di Firenze, su mw-ateladoiofirenze.it, Napier Srl. mw-qURL consultato il 27 maggio 2015. mw-w«Quarta cerchia. Ovvero la cerchia antica cantata dal sommo Dante Alighieri nel XV canto del Paradiso [...] Nello specifico, queste mura di Firenze furono sostanzialmente un rafforzamento di quelle precedenti [romane, bizantine, carolingie]...»
cite-note-99. ↑ mwaqmmwaqqBosco-Reggio,mwaqu p. 276, nota 97mwaqy mwaqg«la prima cerchia di mura...era stata costruita, secondo una leggenda narrata anche dal cronista Giovanni Villani, ai tempi di Carlo Magno. In realtà, la sua costruzione risaliva al IX-X secolo. Nel 1173 fu costruita una seconda cerchia...»
cite-note-1010. ↑ «Fiorenza dentro da la cerchia antica, / ond' ella toglie ancora e terza e nona, / si stava in pace, sobria e pudica» (mwaqwmwaq0Pd XV, vv. 97-99)
cite-note-1111. ↑ mwaremwariPd mwarmXVI, v. 48: «...eran il quinto di quei ch'or son vivi»
cite-note-1212. ↑ ,,,e al Galluzzo / e a Trespiano aver vostro confine (mwarcmwargPd mwarkXVI, vv. 53-54)
cite-note-1313. ↑ mwar0mwar4Bosco-Reggio,mwar8 p. 265mwasa mwasi«La rievocazione di Firenze antica è...nel più generale rimpianto del buon tempo antico, quello dei mali prodotti dalla civiltà mercantile, che si suppone dimentica dei valori spirituali»
cite-note-1515. ↑ Lo scioglimento delle minacciose e oscure profezie che Dante ricevette nell'mwas8Inferno e nel mwataPurgatorio inizia a partire dai mwateversi 55-57: «Tu lascerai ogne cosa diletta / più caramente; e questo è quello strale / che l'arco de lo essilio pria saetta».
cite-note-1616. ↑ L'invito di Cacciaguida a non tacere comincia dai mwatuversi 124-125: «Coscïenza fusca / o de la propria o de l'altrui vergogna...».
Bibliografia
• citerefbosco-reggioDante Alighieri, Paradiso, in Umberto Bosco e Giovanni Reggio (a cura di), Divina Commedia, vol. 3, Firenze, Le Monnier, 2002, ISBN 88-00-41244-0.
• mwatoGiovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante, 1361.
• ora in citerefboccaccioGiovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante, a cura di Luigi Sassi, collana I grandi libri Garzanti, n. 586, Edizioni Garzanti, 18 ottobre 1995, ISBN 88-11-58586-4.
• citereffortiFiorenzo Forti, Cacciaguida, in Enciclopedia Dantesca, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970, SBN RLZ0163867 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2018).
• citerefmalespiniRicordano Malespini e Giacotto Malespini, Storia fiorentina di Ricordano Malispini col seguito di Giacotto Malispini: dalla edificazione di Firenze sino all'anno 1286, Firenze, Gaspero Ricci, 1816, SBN LIAE000270. URL consultato il 28 maggio 2015.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCacciaguida, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itCacciaguida, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdbiArnaldo D'Addario, ALIGHIERI, Cacciaguida, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
• citerefenciclopedia-dantescaFiorenzo Forti, Cacciaguida, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
• mwauuCacciaguida, su danteonline.it, Danteonline. URL consultato il 27 maggio 2015.
• mwaucDeborah Macchiavelli, Alle porte co’ sassi: curiosità sulle mura di Firenze, su teladoiofirenze.it.